SACCHETTI NATI PER ESSERE PULITI E CIVILI, SPORCANO E INQUINANO, INCIVILMENTE

Queste bestiole riciclano la cacca, ma se la chiudi in un sacchetto non possono farlo. 

Molte specie di animali utili si stanno estinguendo a causa dei nostri comportamenti sbagliati

"...DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE

          DAL LETAME NASCONO I FIOR..."

Forse è passato troppo tempo da quando Faber

(Fabrizio de Andrè) cantava "via del campo". Forse la gente non lo sa più cosa vuol dire, ma io allora ero bambino e in quei giorni, quelle parole hanno fatto breccia nel mio cuore, per non uscirne mai più. Certo ero predisposto, ma le parole messe bene in fila, possono aiutare a farsi capire meglio anche dagli altri. RICORDIAMOLE!

Coltivare in BIO è una scelta di vita,

volta a preservare la salute della natura ancor prima che quella dell'uomo e perché conservando la natura in buona salute, si potrà sperare di preservare anche noi "umani", come li chiamano i miei figli. Da sempre , mio malgrado, incontro rifiuti di ogni sorta abbandonati nell'ambiente, me ne sono sempre meravigliato e rammaricato, ma da pochi anni, la novità atroce! Vedere questi sacchetti abbandonati nei boschi, nei prati, al mare e ovunque passi essere umano, mi ha dato ulteriormente da pensare. Possibile che l'uomo contemporaneo abbia perso irrimediabilmente il rapporto con la sua naturalità, tanto al punto da non capire che dalla cacca nascono i fiori e dalla plastica nulla di buono, se mai i tumori? Lasciare le feci dei nostri amati quadrupedi sul marciapiede è un gesto incivile, non facciamolo. Hanno inventato i sacchetti apposta. Ma lo stesso non vale per i luoghi naturali. In natura la cacca è contemplata ed utile. La plastica no! Quindi in natura cacche libere, oppure portate a casa nel sacchetto e gettate nel primo bidone dell'immondizia disponibile!

Il biacco si intrufola fra le reti anti uccello e spesso ne resta prigioniero. Spetta a me malgrado la naturale avversione verso il rettile, liberarlo riparando al mio danno involontario

IL BIACCO ED ALTRE STORIE

Essere Coltivatori Biologici prevede anche delle responsabilità verso la fauna selvatica che condivide lo spazio con noi. Fin quando si convive senza vedersi, tutto fila liscio , ma a volte le strade si incrociano. Questo è il momento di fare ulteriori scelte...

Rane e altri anfibi, Ricci, Serpi, Uccelli di svariate specie, pesci, che fare di loro quando si incontrano in vivaio e magari fanno danni?

Non essendo santi e dovendo trarre un utile dal nostro lavoro, le colture vanno protette, di sicuro, ma questo si può realizzare in vario modo. Io scelgo sempre la via che reputo meno cruenta ed invasiva, la più rispettosa di tutti.

Scelte personali:

DIFFERENZIATA MANIACALE; RIUTILIZZO SEMPRE; Auto usate e tutte a gas cercando di minimizzarne l'uso; Mai motori accesi inutilmente;

No al condizionatore domestico; Condizionatore in auto spento fino al caldo sopportabile; Riscaldamento domestico sempre al minimo; Luci di casa esterne sempre spente; Luci di casa interne, subito spente dopo l'uso, figli permettendo; per il cibo, autoproduzione dove possibile e filiera corta; Pakaging inutile al bando! Limiti non ancora superati: acquisti on line e in negozi di grande distribuzione;Uso di energia non rinnovabile

 

Scelte professionali: Serre non riscaldate; Riutilizzo delle plastiche fino al possibile e poi conferimento differenziato; Furgone a metano; Utilizzo minimale di prodotti chimici bio;

Irrigazione con microirrigatori; Rispetto totale per la fauna e flora spontanea, parassiti e roditori esclusi per forza di cose.

Limiti non ancora superati: Uso di Plastiche sebbene riutilizzate e di torbe. Acquisti on line e in negozi di grande distribuzione; Uso di energia non rinnovabile

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